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Corte di cassazione - data notifica raccomandata

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In caso di temporanea assenza del destinatario, la raccomandata si considera consegnata nel momento in cui viene immesso nella cassetta delle lettere del destinatario l’avviso di giacenza.

La risposta è in una recente sentenza della Cassazione che chiarisce quando si considera consegnata la raccomandata in caso di assenza del destinatario.
Quando si deve spedire una raccomandata entro un determinato termine, per evitare per esempio il rinnovo di un contratto di agenzia, non conta la data del timbro postale (ossia quando il mittente consegna la missiva all'ufficio postale), ma quella del ricevimento della busta da parte del destinatario. La Cassazione si è espressa innumerevoli volte in tal senso consolidando il principio.

Dunque, quel che conta è la data in cui il postino arriva a casa del destinatario e gli consegna la raccomandata.

Ma che succede se quest’ultimo non è momentaneamente presente?

Secondo la Cassazione conta la data dell’avviso di giacenza alla posta.
Ossia è rilevante ai fini della notifica e dei suoi effetti la data dell’avviso che il postino immette nella cassetta delle lettere del destinatario avvisandolo che può ritirare il plico alla posta.

Quindi, se anche questi non è a casa, la raccomandata si considera comunque consegnata quel giorno stesso.

Secondo la Corte, la raccomandata non recapitata per momentanea assenza del destinatario, infatti, deve ritenersi entrata nella sfera di conoscibilità dell’interessato nel momento in cui è stato rilasciato l’avviso secondo cui il plico deve essere ritirato all’ufficio postale.



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